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        Ibrido di orchidea, tali orchidee si trovano nell'ominima valle nel territorio di Sassano che fa parte del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano.

La Valle delle Orchidee

meta obbligata di quanti si interessano di natura e fiore all’occhiello del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è uno dei percorsi naturalistici più interessanti della Regione Campania. Appena lasciato il centro storico di Sassano, una comoda strada asfaltata, da cui si diramano numerosi percorsi e sentieri attrezzati anche per la didattica, accompagna i visitatori da quota 550ml. in. sino alla Fontana del Brigante a quota 1240m/l.m.
     Tra pascoli,radure,praterie, erbaneti e boschi vi sono 62 specie di orchidee selvatiche (tra le 120 presenti in tutt’Italia e le 72 ritrovate e classificate in tutto il perimetro del Parco Nazionale), con ben 7 ibridi e numerose variabilità.
     L’entità “Ophrys nicosilva splendens” è stata segnalata nel maggio del 1999 per la prima volta in Europa dal prof Nicola DI Novella, sassanese farmacista, naturalista e studioso di flora spontanea, autore del libro sulle orchideee edito dal Parco Nazionale, nonchè, all’occorrenza,guida eccezionale sul territorio.
     Alle diverse altitudini,sono segnalati 12 punti di osservazione, raggiungibili comodamente da tutti i visitatori, anche da quelli con difficoltà motorie.
     L’artista Ugo Marano, ha voluto impreziosire l’itinerario con due sue opere l’Orchidea Nera ed il Tavolo del Paradiso.
  
  Ogni anno,tra la seconda e la terza domenica di maggio, l’Amministrazione comunale di Sassano organizza

“LA SETTIMANA DELLE ORCHIDEE SELAVATICHE

e, con mamfestazioni, convegni, visite guidate, appuntamenti gastronomici e grande ospitalità accolgono visitatori, appassionati, curiosi, scuole di ogni ordine e grado e tutti coloro che mettono la natura come primo soggetto per “la qualità del vivere “.
  
  L’era delle glaciazioni
ha voluto donare alle montagne di Sassano una ricchezza naturalistica unica in tutto l’Appennino Meridionale: le più importanti stazioni di “Betula pendula Roth”.
     Mentre i colori sgargianti delle orchidee colpiscono i nostri occhi, alla cintura tra castagno e carpino, cominciano ad apparire le prinie betulle alte, belle, eleganti, flessuose, che, accompagnate da noccioli e sorbi degli uccellatori, peri e meli selvatici, pioppi tremuli e salici delle capre, aceri opali ed aceri di Lobel, cornicioli ed ontani napoletani, vanno ad introdursi tra i possenti faggi, veri dominatori della fascia montana.
     Numerose sono le piante medicinali, officinali ed aromatiche, che si incontrano e di cui si potranno conoscere gli usi e le preparazioni sia della tradizione popolare sia quelli delle moderne terapie farmacologiche e naturali.
     Distribuite tra tutte le fasce di vegetazione, sono presenti tutte le 125 specie di funghi ritrovate e classificate nella Regione Campania. I visitatori, senza servirsi di abbigliamento o attrezzature particolari,  con i semplici abiti della domenica”, avranno l’opportunità di ammirare tutti gli aspetti paesaggistichi, forestali e vegetazionali, che caratterizzano i Monti del Cilento e l’Appennino Meridionale.
     La Manca della Forca, lo Scarrone del Vauzo e la Vocca della Tronata inquadrano, dal punto di vista geomorfologico, uno dei luoghi più affascinanti del Massiccio del Cervati.
  
  Le pareti laterali del Torrente Peglio scendono a picco verso vasche naturali di acqua pura e smeraldina,dove satiri e ninfe concludono piacevolmente i loro incontri d’amore.
     La presenza di due grandi sifoni naturali ed una rara stazione di “Buxus sempervirens L” fanno di questo corso torrentizio uno scenario singolare ed affascinante.

  
  Il Brigante Treppiedi
, vera primula rossa dell’ottocento, arricchì con le sue gesta i racconti popolari di questi luoghi e,dalla sua grotta piccola,nascosta e panoramica è possibile osservare i rappresentanti più belli di tutta la Fauna del Meridione d’Italia.
  
  Cerreto, Quaddarieddo, Tempa e Cravonara
sono antichi insediamenti rurali, attivi di vita e laboriosità, che si sono sviluppati dove il Torrente Peglio .si addolcisce e placa il suo carattere travolgente ed impetuoso.
     Alcune famiglie patriarcali hanno mantenuto le loro usanze ataviche sia nelle coltivazioni sia nella pratica della pastorizia, così le giovani generazioni sono riuscite ad integrare nel “vecchio” nuove attività, potenziando il grande patrimonio colturale.

  
  Varietà e coltivare di antiche cerealicole, orticole e frutticole
fanno di queste località il punto di riferimento di singolari prodotti tipici, che proiettati anche a valle del Centro Storico, hanno fatto e fanno di Sassano il paese del caciocavallo fresco e stagionato.
  
  L’antico Ponte Medievale sul Peglio testimonia tutto il traffico millenario delle numerose carovane, che lasciavano gli acquitrini della vallata per raggiungere più agevolmente le località marine cilentane, sfidando alla Croce del Vesalo le imboscate dei temuti briganti.

 Questa meta, vicina e facilmente raggiungibile,